28.1.07

Umberto Bottazzini e la scienza

Il Sole-24 Ore, domenica 3 dicembre 2006, pag. 35

I fisici si raccontano

di Umberto Bottazzini
Quattro scienziati della materia: Giorgio Parisi, David Gross, James Gates, Martin Perl. Storie diverse, accomunate dalle difficoltà di fare ricerca. -Tante domande, qualche risposta-.

Sono preziosi i volumetti della collana I Dialoghi che Di Renzo Editore manda con assiduità in libreria. Dialoghi con protagonisti della scienza, che raccontano la loro storia e la storia delle loro scoperte. In questi ultimi tempi sono apparse biografie e interviste con fisici.
Le storie individuali sono naturalmente diverse. James Gates racconta le difficoltà ad affermarsi di un giovane afro-americano, ammesso a studiare al Mit in un periodo, gli anni Sessanta, in cui ancora gli abitanti di Boston manifestavano esplicitamente la loro intolleranza razziale. Completamente diversa è la biografia di David Gross premio Nobel per la fisica nel 2004. Figlio di genitori ebrei, Gross ha trascorso l’infanzia a Arlington, vicino a Washington. Il padre, impiegato nella pubblica amministrazione, perse il lavoro nel 1952, dopo la sconfitta dei democratici e l’elezione di Eisenhower. Fu trasferito in Israele, dove David trascorse l’adolescenza, prima di iscriversi a Harvard, quando la famiglia ritornò negli Stati Uniti. Di famigli a ebraica è anche Martin Perl, premio Nobel per la fisica nel 1995. Cresciuto a Brooklyn, negli anni Quaranta studia ingegneria chimica e, dopo qualche esperienza di lavoro, nel 1950 si iscrive a un dottorato in fisica alla Columbia University di New York dove comincia la sua carriera di fisico sperimentale.
Più familiare per il lettore italiano è l’esperienza di Giorgio Parisi, uno dei grandi fisici teorici del nostro Paese. Formatosi all’Università di Roma, dopo un periodo trascorso alla Columbia a New York, decide di tornare in Italia, -anche se avevo ricevuto molte offerte allettanti all’estero e non mi sono mai pentito di questa decisione-.
Quello che accomuna le loro storie è la passione per la ricerca, per le sfide sempre nuove che pone lo sviluppo della conoscenza scientifica. -La natura cela i suoi segreti-, afferma David Gross, ed -è molto più astuta di quanto non lo siamo noi-. Nella scienza ci sono “tante domande, qualche risposta”, dice Perl. Invece, osserva James Gates, -molti sistemi di credenza partono dall’assunto che la risposta è già nota. Nella scienza, è esattamente l’opposto: prendiamo le mosse ammettendo di non conoscere la risposta-. Insomma, si procede come nella storiella dell’ubriaco, che cerca una chiave sotto un lampione anche se non è sicuro di averla persa lì, ma è lì che c’è la luce. -Gli scienziati fanno le cose che riescono a fare-, spiega Parisi. -Quando si accorgono di disporre dei mezzi per studiare qualcosa che fino a quel momento era stato trascurato, allora s’impegnano per quella strada-.
“L’arte della fisica” coltivata da Gates, da Gross e da Parisi si svolge sul terreno teorico, dove la matematica gioca un ruolo decisivo. Tuttavia, non c’è bisogno di essere un genio in matematica. Le teorie e le congetture della scienza son in ultima analisi soggette alla domanda: sono state verificate in laboratorio? Esistono delle evidenze che le confermano? “Io ho una buona conoscenza della matematica – dice Martin Perl – ma non sono un matematico geniale, così sono diventato uno sperimentatore”. Qual è il segreto del successo? “Devi solo avere una volontà di scoprire cose nuove sulla natura, e avere la forza di continuare a lavorare su un esperimento anche e soprattutto quando nessuno conosce la risposta che se ne può ottenere. La gioia più grande è sapere di essere il primo ad aver trovato quella risposta”. Una gioia, quella della scoperta, che ogni giovane studente che si avvia agli studi scientifici spera un giorno di provare.

- James Gates Jr., “L’arte della fisica. Stringhe, superstringhe, teoria unificata dei campi”, Di Renzo Editore, Roma, pagg. 90, € 10,50;
- David J. Gross, “L’universo affascinante. La futura rivoluzione della fisica”, Di Renzo Editore, Roma, pagg. 76, € 9,50;
- Giorgio Parisi “La chiave, la luce e l’ubriaco. Come si muove una ricerca scientifica”, Di Renzo Editore, Roma, pagg. 76, € 10,00;
- Martin Perl, “Tante domande, qualche risposta. Cinquant’anni di fisica delle particelle elementari”, Di Renzo Editore, Roma, pagg. 98, € 11,00.

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